Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero invero, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola. Banana Yoshimoto

venerdì 26 luglio 2013

Viaggio per il Portogallo, tra monasteri e dolci.

Mi sono concessa sei giorni di vacanza in cui, zaino in spalla e sacco a pelo, ho potuto assaporare la regione centrale del Portogallo. 
Partita da Porto un martedì all'ora di pranzo, un comboio mi ha portato ad Aveiro per poi raggiungere Coimbra all'ora di cena.
Due notti passate in una republica, una casa con affitti bassi e agevolazioni destinata agli studenti. Una comunità gestita da chi la vive. Il rifugio per i contestatori e rivoluzionari durante la dittatura di Salazar. Luogo di libertà. Coimbra, città universitaria che può vantare una storia paragonabile a poche altre. La biblioteca accoglie pippistrelli per preservare la sua cultura. E come non parlare di saudade e di fado: la musica malinconica suonata e cantata da soli uomini per le sue note gravi.
Dopo gli universitari arrivano i templari. Tomar. Un monastero. Un monastero, una chiesa, una roccaforte. Una finestra che ricorda quanto la natura sia presente e sia forte. Il convento è anche un labirinto, ma ti fa sentire come Indiana Jones. 
E poi Alcobaça, un altro monastero, meno spettacolare dopo il Convento do Cristo, ma con una storia d'amore triste che vive ancora. Ed è Alcobaça che stupisce con la sua chiesa maestosa ma priva di barocco: semplice e pulita.
Arriva la volta del mare, dell'oceano impetuoso di Nazaré e della baia tranquilla dove la notte si va a pescare di Sao Martinho do Porto. 
Il mare è anche Peniche, con la sua Fortaleza in divesa della piccola penisola in cui si trova.
E a proposito di forti, non poteva mancare una città medievale Obidos. Circondata ancora dalle mure, con le piccole stradine piene di botteghe, corone di fiori, spade, scorci sulla distesa verde della campagna che la circonda.
E finalmente si arriva a Lisboa. La capitale. I suoi quartieri così diversi. I tram antichi e moderne metrò. Le viuzze e le grandi piazze. Negozi storici e grandi magazzini. 
Inoltre, basta un'oretta di treno per ritrovarsi a Sintra: un paradiso naturale. Perdersi dentro il Parque de la Pena tra laghetti, sentieri, chalet, chiese, alberi, giardini botanici. E il grande palazzo disneyano. Eh sì, perché il castello che ispirò Walt Disney fu a sua volta ispirato da questo palazzo che imponente domina la valle.
E sapete una cosa? Tutto questo è accomunato dalla tradizione pasticceria ben radicata. La guida sosteneva che il Portogallo non fa per chi è a dieta e posso confermarlo.
Aveiro è la terra degli Ovos Molos: una crema di uovo e zucchero racchiusa in un'ostia con le forme più disparate, confezionati in piccole botti di legno.

A Coimbra si trovano i Pasteis de Tentugal e i Pasteis de Santa Clara. Ricordatevi che per il singolare si usa pastel.
La storia racconta che i famosi dolci di Tentugal sono nati grazie alla bontà natalizia di una monaca carmelitana che regalò questa pasta molto sottile ripiena di uova, zucchero e mandorle.
Anche i pasteis de Santa Clara sono ripieni di uova, zucchero e mandorle, anche se la forma è a mezza luna e la pasta più simile alla brisè. Come mai tutti questi dolci con tuorli e zucchero? Si racconta che le monache utilizzassero gli albumi per inumidire e stirare i propri tessuti e si trovassero così enormi quantità di tuorli con cui preparare squisiti dolcetti.
Anche Alcobaça con il suo monastero ha le sue specialità a base di uova e nella piazza principale ci sono almeno tre pasticcerie che mettono in mostra le loro medaglie per la migliore cornucopia. Indovinate voi il ripieno di questi cornetti.
Obidos, città medievale, ospita ogni anno a Marzo, una fiera del cioccolato. In questo periodo niente uova ma molta ginjinha: un liquore alla ciliegia servito ovviamente in un copo de chocolate para comer.
E a Sintra ritroviamo la pasticceria con le queijadas, di origine medievale talmente apprezzato che è stato utilizzato per risanare alcuni debiti. Uova presenti nell'impasto insieme al queijo, il formaggio.
Vicino a Lisboa esiste un quartiere che si chiama Belem e pensate c'è un gran monastero. Vi era accanto una zona per la raffinazione di zucchero di canna, proveniente dalle colonie portoghesi in Africa e in Brasile.
Nel 1834 tutti i conventi vengono chiusi e, nel tentativo di sopravvivere, uno dei monaci inizia a vendere questi dolci aprendo un piccolo negozio lì vicino. Un successo per questi Pasteis de Belém che vengono prodotti dal 1837 con una ricetta tuttora segreta. E vengono copiati in tutto il Portogallo dove si chiamano Pasteis de Nata. Nata significa crema, una crema all'uovo naturalmente. 

Se volete provare a farli ecco una ricetta. Io ho utilizzato il latte di capra per variare. 

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia 
100 g di zucchero
5 tuorli
250 ml di latte
2 cucchiai di farina
burro e farina per gli stampi

PREPARAZIONE


Srotolate la pasta sfoglia e ri-arrotolatela in modo da avere una spirale con un diametro più grande della precedente.

Tagliate delle fettine di circa un cm e foderate gli stampini imburrati premendo nel centro. Lasciate riposare le vostre "coppette" un'ora nel frigo.


La crema si prepara sbattendo tutti gli ingredienti insieme: tuorli, zucchero, latte e farina. Un consiglio: seguite questo ordine per evitare i grumi.

Ponetela sul fuoco e portate a ebollizione a fuoco continuando a mescolare: la crema si addenserà.
Deve raffreddarsi fuori dal frigo e poi è pronta per farcire gli stampini. 
Intanto accendete il forno a 250°C.

Non riempiteli completamente per evitare che durante la cottura fuoriesca la farcia. 
Dieci-venti minuti nel forno finché diventano dorati.

Non dimenticate una spolverata di cannella! 

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martedì 9 luglio 2013

Aperitivo, pic-nic e finger foods e Porto Tonic


Estate, tempo di mare, aperitivi all'aria aperta, cene su terrazzi. L'appetito con il caldo va stuzzicato con una comida fresca, leggera, gustosa. Ecco tre idee veloci da portare a una serata con gli amici, al lavoro, in spiaggia (tranne le uova, causa caldo) o in un parco.
E non può mancare se in caso di aperitivo un cocktail ;) 

RONDELLE DI TONNO


un rotolo di pasta sfoglia
160 g di tonno (2 scatolette)
maionese q.b.

Frullate il tonno con la maionese come per fare un patè, in modo da avere una crema da spalmare.
Stendete la pasta sfoglia e ricopritela con la crema preparata. Arrotolatela nuovamente e lasciate riposare in frigo almeno un'oretta, se non fa molto caldo mezzora per far si che indurisca un po'.
Scaldate il forno a 200 °C. Tagliate il rotolo a fettine di un cm e posatele su un tegame ricoperto di carta da forno. Dopo 10 minuti di cottura, quando cambiano il colore, sono pronte.
Lasciate raffreddare e riponetele in un tupperware. 


UOVA PICCANTI RIPIENE


6 uova
peperoncino in polvere
maionese q.b.

Fate cuocere le uova in acqua bollente per 7 minuti finché saranno sode. Ricordatevi che se un uovo sale a galla nell'acqua fredda significa che è da buttare.
Una volta raffreddate sgusciatele e tagliatele a metà. 
Mettete cinque tuorli in un frullatore insieme alla maionese e al peperoncino.
Farcite le uova precedentemente tagliate e ricopritele con il tuorlo tenuto da parte sbriciolato.
Conservatele in frigorifero e consumatele fresche senza fargli subire sbalzi di temperatura elevati.


VERDURE GRIGLIATE CON SALSA


due pomodori
due zucchine
una melanzana
salsa di pomodoro
spezie (curry, paprika, peperoncino..)
erbe (basilico, prezzemolo)
salsa di soia
sale

Mondate le verdure. Svuotate i pomodori e tenete la polpa da parte. Grigliate la melanzana, le zucchine, i pomodori. Aggiungete alla polpa del pomodoro un cucchiaio di salsa già pronta, le spezie, le erbe, il sale e un cucchiaio di salsa di soia. Frullate e mettete 3 minuti nel microonde facendo sì che arrivi a ebollizione e i sapori si amalgamino. 
Lasciate raffreddare tutto e servite.



PORTO TONIC


porto bianco
acqua tonica
limone 
ghiaccio

Mischiate un terzo di porto bianco con un due terzi di acqua tonica. Aggiungete una fettina di limone e qualche cubetto di ghiaccio.



Con queste ricette partecipo al contest di Fragole&Cioccolato:

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lunedì 8 luglio 2013

Primo Contest: Cucina dal Mondo

Tra un mese è il mio compleanno, sono appena stata a Salamanca, una delle città più belle che abbia mai visto e mi sono ispirata. Viaggiando, curiosando e sperimentando impari tantissime cose. Ogni paese ha la sua cultura che comprende anche quella culinaria e voglio scoprirne sempre di nuove. Per questo vi sfido: preparare un piatto che non sia italiano, che abbia origine e storia straniera. Sarebbe bello avere tutte ricette di paesi diversi e arricchirsi. 



Come tutte le gare ci sono delle regole:

1. il contest inizia oggi 8 Luglio e termina l'8 Agosto,
2. le ricette non devono appartenere alla cucina italiana,
3. potete partecipare con quante ricette volete (nuove,   vecchie, dolci e salate) basta siano corredate da una foto (se non avete un blog inviate le vostre idee via mail),
4. prelevate il banner e inseritelo nel vostro blog e nella ricetta con il link al contest, 
5. mi piacerebbe che mi seguiate e mettiate mi piace alla mia pagina facebook, 
6. su facebook raccoglierò le ricette in un album e chi partecipa è invitato a votare le foto con un numero da 1 a 5, 
7. il vincitore sarà scelto in bavse ai voti ricevuti, all'originalità, alla fantasia e ai miei gusti, :)
8. caricherò online un pdf con tutte le ricette e chi vince lo potrà ricevere cartaceo a casa insieme a un regalino portoghese!
Sperimentate e andate lontano.
G.

Ricette in gara:
Cucina Americana
Cheesecake ai frutti di bosco - Dolcipensieri
Muffin al limone e semi di papavero - Dolcipensieri
Lemon Bars - Torta di rose
Key lime Pie - Il fior di cappero
Punuahu Malasadas - Crème de Cassis
French Toast - Chez Monik
Cherry Pie - Fotogrammi di zucchero
Bagels - Fotogrammi di zucchero

Crostata di zucca del ringraziamento - Delirious Cake
Brownies - Delirious Cake
Blondies ai mirtilli - Delirious Cake

Cucina Francese
Meringhe alla francese - Dolcipensieri
Flognarde ai frutti rossi - Dolcipensieri
Flognarde alle fragole e cocco - Dolcipensieri
Financiers à la Tapenade - ArmoniaPaleo
Quattro quarti bretone - Crème de Cassis
Flognarde alle albicocche e cioccolato - Dolcipensieri
Quiche alla ratatouille di verdure - A tutta cucina
Madeleines - Delirious Cake

Cucina Indiana
Biryani di riso e spezie - Dolcipensieri
Mushroom and Chickpea Masala - Torta di rose
Butter Naan - Torta di rose
Eral-Prawn Biryani - La raviola vagabonda
Samosa indiane - A ciascuno il suo
Pollo con carote al curry - Dolcipensieri
Chilly Chicken - Torta di rose
Riso basmati con pollo al curry - Perle di sapore

Cucina Gallese
Bara Brith - Dolcipensieri
Welsh Pot - A dieta da lunedì


Cucina Thailandese
Curry thai di gamberi - ArmoniaPaleo

Cucina Russa

Cucina Messicana

Cucina Austriaca
Sacher Torte al cioccolato bianco - A ciascuno il suo

Cucina Tedesca
Biscotti Vanillekipferl - Delirious Cake
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mercoledì 3 luglio 2013

Torta farcita con Budino e Pesche



Luglio, il mio ultimo mese a Porto. Si sente l'estate che avanza e la città che pian piano si svuota. In molti già sono partiti per ritornare nelle proprie città e per salutare gli amici si sono organizzate diverse feste di Despedita. In occasione di quella per Maddalena e Valentina ho cucina una super torta. Non avendo molto tempo invece della solita crema, l'ho voluta farcire con del budino (in busta) che era in casa. Casa dotata di una "tortiera" di circa 24 cm di diametro e di una ciambelliera della stessa dimensione. Le dosi quindi sono per entrambi gli stampi. Ho preparato due torte e ho assemblato i 4 strati.
Vi ricordo che da poco ho una pagina facebook, dove pubblico molte più foto e ricettine veloci :)



INGREDIENTI

500 g di farina
350 g di zucchero

6 uova
1 bustina di lievito
96 g di olio
4 bicchieri di succo alla pesca
2 pesche

1 busta per budino
750 ml di latte
 





PREPARAZIONE


Preparate il budino con 750 ml di latte. E' probabile che sulla confezione sia indicato 500 ml, aggiungetene 250 ml in più affinché il budino sia più cremoso. Lasciatelo raffreddare e poi mettetelo nel frigorifero.
L'impasto per le due torte è stato fatto con l'olio, questo perché mancava il burro. L'olio era genericamente d'oliva e per cucinare. Se volete potete utilizzare 120 g di burro. 

La conversione burro-olio è la seguente:

g olio= (g burro*80)/100

g burro= (g olio*100)/80

Iniziate montando le uova con lo zucchero finché il composto è bello spumoso. Aggiungete l'olio e amalgamate bene. Poi, poco a poco, farina e lievito, e due bicchieri di succo di pesca. Decidete quanto succo usare in base alla consistenza che non deve essere troppo liquida e in base al sapore. Il resto del succo lo utilizzerete per bagnare la torta prima di farcirla. A voi la decisione a seconda dei vostri gusti.

Ricoprite lo stampo di farina, versate il tutto e infornate per una quarantina di minuti a 200°C. La prova stuzzicadente non mente. :)

Una volta che le torte, o solo una, sono pronte lasciatele raffreddare. Tagliatele a metà e bagnate tutti e quattro gli strati con il restante succo.

Farcite con il budino freddo! Attenzione che tutto deve essere almeno a temperatura ambiente. Assemblate la torta inserendo fette di pesca negli strati e nel buco della ciambella.




Visto che sono ancora in tempo con questa torta partecipo al contest di Stregavera, dedicato al compleanno.

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venerdì 21 giugno 2013

A Fràgil Doçura do Bolo de Limao



«A dirla tutta: il pezzetto che avevo mangiato era squisito. Leggerezza dell’impasto al limone cotto al forno, avviluppato da freschi riccioli di zucchero scuro scuro.Ma il giorno fuori andava rabbuiandosi, e mentre finivo quel primo assaggio, mentre quella prima impressione svaniva, mi sentii dentro un’impercettibile mutamento, una reazione inaspettata. Come se un sensore, fino ad allora sepolto in profondità dentro di me, allargasse il suo raggio d’azione e cominciasse a scrutare tutt’attorno, allertando la mia bocca a qualcosa di nuovo. Perché la bontà degli ingredienti – la cioccolata sopraffina, i limoni freschissimi – sembrava una coltre sopra qualcosa di più grande e di più oscuro, e il sapore di quello che c’era sotto cominciava ad affiorare nel boccone. Certo, riuscivo ad assaporare la cioccolata, ma a folate e di traccia in traccia, in un dispiegarsi o in un aprirsi, sembrava che la mia bocca si stesse anche riempiendo con il sapore della piccolezza, la sensazione del rattrappirsi, dell’inquietudine, assaporando una distanza che non so come sapevo collegata a mia madre, come se sentissi un sapore pregno dei suoi pensieri, una spirale, come se quasi potessi provare il sapore della tensione della sua mascella che le aveva provocato il mal di testa, il che significava che aveva dovuto prendere un certo numero di aspirine, una riga punteggiata di aspirine messe in fila sul comodino, come puntini di sospensione dopo la sua frase: vado a buttarmi sul letto per un po’…»
 L'inconfondibile tristezza della torta al limone - Aimee Bender 




  INGREDIENTI

3 uova 
150 g di zucchero 
100 g di burro con sale
(avevo questo in frigo)
150 g di farina
50 g di maizena 

1 bustina di lievito in polvere
1 bustina di vanillina
scorza di un limone grande

zucchero a velo


PREPARAZIONE

Rompete le uova e sbattetele con lo zucchero finché non saranno spumose. Aggiungete il burro ammorbidito (se vi ricordate di toglierlo dal frigo una decina di minuti prima). E infine incorporate la farina.

Quando  non ci saranno più grumi unite al composto il lievito, la fecola, la vanillina e la scorza del limone. Mescolate delicatamente finché l'impasto non risulterà omogeneo.

Rivestite una tortiera (la mia era rettangolare 15x30ca) con la carta da forno e versateci la torta. Infornate a 180°C per una quarantina di minuti.

Prima di servirla lasciatela raffreddare e spolverate con zucchero a velo.

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lunedì 17 giugno 2013

Novità portoghesi: Pasteis de morango com chocolate preto e branco.


Notizie da Porto. 

Aggiornare un blog richiede tempo e impegno. Cucinare ne richiede altrettanto. Combinare confusione un po' meno (ho sempre l'entropia a mio favore). 
In questi mesi la mia vita si è evoluta. Come molti sanno ho partecipato a "La prova del cuoco" arrivando in finale. Esperienza che porterò sempre con me nel cuore (https://www.facebook.com/events/659213174095356/678922235457783/). 
E sono partita a inizio Maggio per passare tre mesi a Porto in Portogallo, da dove ora sto scrivendo. Sto lavorando alla mia tesi presso la facoltà di ingegneria dell'Università di Porto. Mi sto trovando molto bene e le persone che ho conosciuto aiutano in questo.  Questa città offre delle luci incantevoli e delle confetterie dove vorresti provare ogni dolce. Vivo in centro e ho 4 coinquilini di cui 3 portoghesi. Ho già organizzato una cena a base di carbonara e per rifarmi alla pasticceria portoghese ho creato queste "pasteis". Nel mio computer ho fotografie di ricette passate e credo che prossimamente il blog verrà aggiornato con piatti collocati temporaneamente nel passato. Ho creato anche la pagina facebook!! 

E ora gustatevi questi dolcetti!




INGREDIENTI
(6 ca.)

pasta sfoglia già pronta 
un vasetto di marmellata 
fragole
300 g di cioccolato fondente
50 g di cioccolato bianco 

burro per gli stampini


PREPARAZIONE


Per prima cosa fate sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria, lasciandone da parte una decina di quadratini. Lavate le fragole e immergetele nel cioccolato fuso, stando attendi a lasciare le foglie verdi ben in vista. Posatele su della carta da forno e lasciate indurire in frigorifero.

Ungete gli stampini con un po' di burro. Stendete la pasta sfoglia e tagliatela con l'aiuto di un coppapasta rotondo. il diametro del coppapasta deve essere un poco più grande di quello degli stampi in modo da fuoriuscirne. 

Disponete un quadratino o uno e mezzo di cioccolato fondente sul fondo della pasta sfoglia inserita negli stampi e ricoprite di marmellata. Qui la marmellata che ho trovato io era molto gelatinosa e con un barattolo ne sono usciti soltanto cinque. E io che pensavo di farci una crostata.

Chiudete con la pasta rimasta fuori dai bordi e mettete in forno preriscaldato a 180°C finché non cambia colore e imbrunisce. Seguite le indicazioni riportate sulla confezione.

Con la pasta avanzata ho creato altri piccoli fagottini con un due fettine sottili di mela, un pezzetto di cioccolato e un pizzico di cannella.

Essendomi avanzato anche del cioccolato fondente ho creato dei dischi tondi ponendo un coppa pasta sulla carta da forno e riempendo il fondo di cioccolato. Una volta induriti dopo il passaggio in frigorifero erano pronti per fare da piatto ai dolcetti raffreddati!

Sfornati vanno lasciati raffreddare. Infine prendete le fragole e posatele sopra al pastel. Grattuggiate il cioccolato bianco e decorate.
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Scrivi la tua mail e ti aggiornerò.....

Leggimi...

Quotes

L'alta cucina non è una cosa per i pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare l'impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero: chiunque può cucinare, ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi.
Emile, ci troviamo di fronte a possibilità inesplorate, dobbiamo cucinarlo!
Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare!
Ratatouille

Non dire cos'è finché non l'hai assaggiato.
E ricorda: la ricetta è solo l'ipotesi
Leggi di Murphy sulla cucina

Lo sai perché mi piace cucinare? Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte l'impasto si addensa: è un tale conforto!
Julie and Julia

La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.
Pellegrino Artusi

Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire. Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero invero, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.
Banana Yoshimoto

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