Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero invero, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola. Banana Yoshimoto

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lunedì 5 marzo 2012

Torta Soffice Colorata al Cacao


Finalmente Febbraio è finito! E' un mese che non mi porta mai nulla di buono: quest'anno ha portato tanto stress e una visita al pronto soccorso. Mi ritrovo senza tempo e potendo mangiare solo in bianco (che poi chissà cosa intendono) la voglia di cucinare non è al top. Mettici anche l'otturatore rotto della macchina fotografica, l'inesistente tempo libero, le fruste elettriche fuse e non si combina niente di buono. 
Ma sono ottimista:) Tra poco arriva la primavera e si sente già aria di cambiamento e rinnovamento: la pioggia di questi giorni serve solo per rinfrescare e annaffiare la terra.

Oggi vi propongo questa semplice torta colorata al cacao per rallegrare una giornata uggiosa!

INGREDIENTI

100 g di farina
150 g di burro a temperatura ambiente
150 g di zucchero
50 g di cacao amaro
3 uova medie
1 cucchiaino e mezzo di lievito in polvere
un pizzico di sale

50 g di cioccolato fondente
zucchero a velo
codette colorate


PREPARAZIONE

1) Preriscaldate il forno a 180°C. Montate a crema il burro con lo zucchero. Unite, una alla volta, le uova.



 
2) Incorporate quindi la farina setacciata e il lievito a bassa velocità. Per ultimo aggiungete il cacao.



3) Riempite lo stampo e infornate per mezzora circa (controllate la cottura con la prova dello stecchino). Lasciate riposare 10 minuti prima di toglierla dallo stampo.



4) Sciogliete il cioccolato a bagno maria e poi fatelo raffreddare stendendolo su un foglio di carta da forno. Appena si indurisce con uno stampino ricavate la forma di cioccolato che preferite. Decorate con zucchero a velo, codette colorate e cioccolato.





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martedì 27 dicembre 2011

Regali di Natale parte 2: Sablés a Scacchi


Perché a Natale si scambiano i regali? E' vero che la Bibbia racconta dei Re Magi che portarono doni a Gesù, però i regali non si rifanno al loro esempio: non diedero i loro doni alla nascita di Gesù ma in un secondo momento. Il loro gesto fu conforme all'antica usanza di onorare i governanti, in quanto Gesù era chiamato il re dei Giudei.
Diane Bailey, scrivendo sull'Indipendent di Los Angeles,ha spiegato che "lo scambio di doni risale all'antica Roma, quando la gente si scambiava semplici regali simbolici nel corso di cerimonie legate al culto del sole e all'anno nuovo".
Un'altra giornalista ha scritto che "molto prima delle usanze cristiane, lo scambio dei doni faceva parte delle feste invernali. I romani si scambiavano rami di alberi di un boschetto sacro, e poi passarono a oggetti più elaborati che dovevano essere di buon auspicio per l'anno nuovo: argento, oro e dolci al miele".
In realtà quindi il Natale è una festa che trae origine, anche per ciò che concerne la connessa tradizione dello scambio di doni, in pre-esistenti religioni e riti non cristiani. Nulla c'entrano, pertanto, i Magi.
Fonte



INGREDIENTI
420 g di farina 
20 g di cacao amaro
250 g di burro    
1 baccello di vaniglia o 1 bustina di vanillina
1 uovo
1 pizzico di sale
120 g di zucchero a velo


PREPARAZIONE

1)Disponete la farina a fontana sulla spianatoia o in una terrina e quindi aggiungete lo zucchero a velo, il sale e il burro a pezzetti. Se utilizzate il baccello di vaniglia, incidetelo nel senso della lunghezza ed estraetene i semini con un coltello, altrimenti unite alla farina la bustina di vanillina.
 



2)Impastate gli ingredienti con la punta delle dita fino a ottenere un composto sbriciolabile. Poi aggiungete l'uovo e proseguite ad impastare rapidamente.

3)Dividete la pasta in due metà dell' stesso peso. In una aggiungete il cacao e amalgamatelo. Formate con i due panetti due rettangoli dello stesso spessore e della stessa lunghezza. Fasciateli separatamente nella pellicola e fateli riposare in frigo per una mezz'oretta.


4)Una volta trascorso il tempo di riposo tagliate i rettangoli in bastoncini di circa un centimetro di spessore. Sovrapponetene due bianchi e due neri, ottenendo così dei lunghi lingotti. Aiutatevi con un po' di albume a tenerli "incollati".



5)Tagliate ogni lingotto in fette da 1 cm di spessore. Disponetele su una teglia rivestita di carta da forno e infornate a 180°C per 15-18 minuti.




6)Per la confezione ho scaricato dal sito di Martha Stewart il template per realizzare i sacchettini (non trovo più la pagina esatta, per chi volesse ho il file in pdf originale). Si stampano, si ritagliano e incollano.  Si aggiunge un cordoncino per i manici e si infilano i nostri biscotti fasciati in un pezzettino di pellicola.

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Leggimi...

Quotes

L'alta cucina non è una cosa per i pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare l'impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero: chiunque può cucinare, ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi.
Emile, ci troviamo di fronte a possibilità inesplorate, dobbiamo cucinarlo!
Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare!
Ratatouille

Non dire cos'è finché non l'hai assaggiato.
E ricorda: la ricetta è solo l'ipotesi
Leggi di Murphy sulla cucina

Lo sai perché mi piace cucinare? Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte l'impasto si addensa: è un tale conforto!
Julie and Julia

La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.
Pellegrino Artusi

Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire. Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero invero, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.
Banana Yoshimoto

Iniziative

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